Dall’invisibilità al riconoscimento: la voce di Olga alla Camera dei Deputati

Oggi 5 maggio 2026 la Commissione Affari sociali ha svolto le audizioni di rappresentanti di Associazione OLGA, della Cooperativa Irene ’95 e di Save the Children Italia, nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Istituzione del Registro nazionale degli orfani per crimini domestici”.
La nostra Vicepresidente Gabriella Scaduto è stata audita ed ha portato la voce di Associazione Olga, una voce che nasce dalla realtà, dalle storie, dal trauma e dalla possibilità di trasformarlo in impegno.
L’Associazione Olga nasce da una storia vera. Una storia di violenza non riconosciuta, di richieste di aiuto rimaste senza risposta, di una madre uccisa e di un figlio che ha dovuto attraversare da solo il dolore, anche sostenendo personalmente il costo del supporto psicologico.
Da quella ferita è nato un impegno civile, educativo e culturale.
Oggi infatti lavoriamo nelle scuole, nelle istituzioni, nelle aziende, per costruire una cultura del rispetto, dei diritti e della prevenzione.
E abbiamo istituito un fondo per borse di studio dedicato agli orfani di femminicidio e di crimini domestici, perché il diritto al futuro deve essere concreto.
Da quella ferita è nato un impegno civile, educativo e culturale.
Oggi infatti lavoriamo nelle scuole, nelle istituzioni, nelle aziende, per costruire una cultura del rispetto, dei diritti e della prevenzione.
E abbiamo istituito un fondo per borse di studio dedicato agli orfani di femminicidio e di crimini domestici, perché il diritto al futuro deve essere concreto.
Per questo accogliamo con favore la proposta di legge sugli orfani di femminicidio.
Perché colma una lacuna profonda: l’invisibilità.
L’istituzione di un Registro nazionale è un passaggio di civiltà.
Significa dire che queste vite non sono più frammenti dispersi, ma esistenze da vedere, riconoscere, accompagnare.
Abbiamo sottolineato alcuni punti fondamentali:
– la necessità di una procedura di intervento in emergenza realmente trauma-informed;
– l’importanza che il Registro evolva in un Osservatorio nazionale, capace di orientare le politiche e migliorare concretamente gli interventi;
– il valore imprescindibile della prevenzione, attraverso un’educazione all’affettività e alla parità di genere fin dall’infanzia.
Perché colma una lacuna profonda: l’invisibilità.
L’istituzione di un Registro nazionale è un passaggio di civiltà.
Significa dire che queste vite non sono più frammenti dispersi, ma esistenze da vedere, riconoscere, accompagnare.
Abbiamo sottolineato alcuni punti fondamentali:
– la necessità di una procedura di intervento in emergenza realmente trauma-informed;
– l’importanza che il Registro evolva in un Osservatorio nazionale, capace di orientare le politiche e migliorare concretamente gli interventi;
– il valore imprescindibile della prevenzione, attraverso un’educazione all’affettività e alla parità di genere fin dall’infanzia.
Ma soprattutto abbiamo ricordato questo:
Dietro ogni voce di un registro non c’è un numero.
C’è un bambino/a.
Un bambino/a che ha perso non solo i genitori ma il senso di sicurezza del mondo.
Dietro ogni voce di un registro non c’è un numero.
C’è un bambino/a.
Un bambino/a che ha perso non solo i genitori ma il senso di sicurezza del mondo.
Questa legge diventa una scelta etica, dove lo Stato deve vederti, riconoscerti e non lasciarti solo!
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